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SA CORONA ARRUBIA

Sa Corona Arrubia

Sa Corona Arrubia, Consorzio Turistico della Marmilla, annovera 20 comuni (complessivamente 35.866 abitanti), ed è situato al centro della Sardegna Meridionale, non distante dal porto e dall'aeroporto di Cagliari. Il territorio, 491 Kmq., è servito da tre comode strade disposte a formare, idealmente, un triangolo equilatero.
La base è rappresentata da un segmento della SS. 131, che, per chi proviene da Cagliari, va dal Bivio di Villasanta (Km. 40) al Bivio di Mogoro (Km. 61), toccando gli svincoli di Sanluri, Villanovaforru, Sardara, Collinas e Gonnostramatza. Vertice del triangolo è Barumini, cui fanno capo la SS. 197, che serve i paesi di Furtei, Segariu, Villamar, Villanovafranca e Las Plassas, e la pedemontana, più articolata e panoramica, che si snoda attraverso i paesi di Tuili, Setzu e Genuri, ai piedi della giara dei cavallini, Turri, Ussaramanna, Pauli Arbarei e Lunamatrona nella piana della Marmilla, Siddi e Gonnostramatza, fino a Mogoro, tra altopiani e rilievi collinari.

Al centro, nell'incrocio delle bisettrici, è sito il Museo Naturalistico del Territorio Sa Corona Arrubia, espressione della volontà culturale dei venti comuni e cuore pulsante del Sistema Turistico. L'idea vincente, attualissima e in linea con quanto avviene nel resto dell'Europa, è stata quella di sfruttare l'istituzione museale quale volano dell'intera economia turistica del territorio. In soli cinque anni di vita, infatti, il museo ha accolto oltre 300.000 visitatori, ospitando mostre di livello internazionale quali Dinosauri, I Grandi di Spagna (Goya, Dalì, Mirò e Picasso), Leonardo da Vinci, L'antico Egitto.
Grazie a questo l'indotto ha beneficiato di uno slancio produttivo e il nome di Sa Corona Arrubia è rapidamente cresciuto, varcando i confini dell'Isola. Il Museo sorge ai piedi dell'altopiano basaltico, da cui il consorzio prende il nome. La Corona Rossa, in italiano, perché la sera, al tramonto, con la luce calda si accentuano i colori dei licheni rossi che rivestono le rocce basaltiche, disposte a forma di corona, in cui, incastonati come diademi, sorgono i nuraghi costruiti sul ciglio degli strapiombi rocciosi.
Il Museo ha una triplice natura: è naturalistico, territoriale, consortile. Dal punto di vista naturalistico è il più importante museo della Sardegna, grazie alle sue collezioni permanenti dislocate in tre ampi padiglioni: la sezione Faunistica, con dieci realistici e scenografici Diorami, che riproducono tridimensionalmente l'ambiente naturale, la sezione Botanica, accuratissima, con la Micoteca, la Xiloteca, un Erbario e le sale con la sistematica dei vegetali, le essenze, i profumi e le erbe curative, e la sezione Antropica, che ricrea l'impressione di un viaggio attraverso i secoli, alla scoperta dell'evoluzione dell'uomo. Queste tre sezioni permanenti, alle quali si aggiungerà ben presto quella Paleontologica, sono coadiuvate da visite guidate, laboratori scientifici e didattica per le scuole.
Attorno al Museo sta sorgendo il Parco Geobotanico del Mediterraneo di 61 ettari, una sorta di moderno orto botanico dove le specie endemiche e in via d'estinzione, e quelle della fascia mediterranea dei cinque continenti, vengono rappresentate, ciascuna, in migliaia d'esemplari geneticamente certificati. E' presente anche una seggiovia, l'unica in Sardegna, che consente di vedere dal vero quanto esposto nelle collezioni e sorvola l'Oasi Faunistica, procedendo rasente le pareti scoscese.

Il Museo è anche un Museo Territoriale, giacché si pone come Polo scientifico, ospitando il progetto per lo studio del genoma umano dei popoli preistorici, ed è un Centro culturale, costantemente animato da numerosi eventi. Al suo interno è presente l'atelier dei Giogus Antigus, si tengono Mostre d'arte contemporanea di livello regionale e nazionale, dibattiti e conferenze tecnico-scientifiche, presentazioni di libri, e non mancano gli eventi musicali che fanno da corollario ad una realtà museale che si propone dinamica e aperta alle innovazioni. Inoltre, a breve, attorno al museo, sorgeranno un campo da golf, piscine, e attività sportive, di svago e ricreative.
Ultima, ma non meno importante, è la natura consortile del museo che lo pone quale info-point organizzato per distribuire il flusso turistico nel territorio. Per questo motivo al museo esiste una sezione staccata del C.T.C., Centro di Turismo Culturale, che si occupa della promozione territoriale.
Tra le tante iniziative si segnala il Biglietto Unico Musei, che consente la visita dei principali musei del Consorzio, a prezzo ridotto. Iniziativa che, insieme alle altre ha permesso al consorzio di vincere, nel 2003, il primo premio in Italia, indetto da Federculture, per lo sviluppo di sistemi turistici integrati nelle aree rurali a vocazione turistica.
Ed ora, sempre nella logica della collaborazione e del sistema, a rete, il Consorzio e i suoi partners, hanno promosso l'S.T.L. Sistema Turistico Locale, un Consorzio di Consorzi che coinvolge i principali operatori turistici del Sud Sardegna.

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