|

L'attuale paese, d'origini Medioevali (regione storica della Valenza-Marmilla),
sito a m. 90 s.l.m. (26,12 Kmq.), conta 1.724 abitanti ed è facilmente raggiungibile percorrendo la
SS. 197 per 4 Km. dopo il bivio di Villasanta (SS. 131 Km. 40), in direzione Barumini.
Il nucleo originario risale al 1290 ca. mentre il toponimo, verosimilmente d'origine prelatina,
è attestato a partire dal 1341 (ecclesie de Frutey calaritane diocesis), ma le interpretazioni sul
suo significato sono alquanto incerte.
Nonostante l'assenza, allo stato attuale delle ricerche, di vestigia prenuragiche,
la costante antropizzazione del territorio è un fenomeno acclarato: l'attestano diversi nuraghi
Cummossariu, Bangius, Sa Conca Manna, Monte Cresia, Noraxiais e Su Bruncu 'e su senzu
e le tracce d'antiche civiltà ritrovate nelle località: S. Salvatore e Su Bruncu 'e su testivigliu.
Poche sono le testimonianze puniche (località Santu Brai), scarsissime le vestigia romane,
delle quali resta solo un antico ponte in pietra nelle vicinanze del paese.
Non poche sono invece quelle d'epoca giudicale e aragonese che ci presentano Furtei
come un paese di una certa importanza. Insieme ai paesi della Curatoria di Nuraminis, Furtei fu conteso
fra i Giudicati d'Arborea e Cagliari, al quale storicamente afferiva.
Con la caduta di quest'ultimo nel 1258 veniva assegnato all'Arborea, almeno per un quarantennio,
quando Mariano II de Bas Serra, lo lasciò (insieme con altri territori) al Comune di Pisa.
Con la dominazione aragonese, Furtei, fu data in feudo nel 1358 a G. Bertrando
de Torrente.
Quando gli Aragonesi convocarono a Cagliari il primo parlamento, Furtei, che già
godeva di privilegi e franchigia inviò i suoi rappresentanti, poi, nel 1414, venne formata la Baronia
di Furtei, che venne concessa a Michele Sanjust. Il paese rimase ai Sanjust sino al 1839, anno in cui
venne riscattato.
Oggi Furtei è comunemente noto per le miniere d'oro.
|